Pulizia di camere bianche – l’altra dimensione dell’igiene

Pulizia di camere bianche – l’altra dimensione dell’igiene

Veröffentlicht: 30.04.2018

pubblicato: 01.05.2018

La pulizia di camere bianche rappresenta una sfida non indifferente per il personale addetto alle pulizie. Poiché germi e batteri non sono visibili a occhio nudo, l’igiene può essere garantita solamente rispettando rigorosamente le prescrizioni. La formazione e la sensibilizzazione del personale sono determinanti. In linea di massima vale il principio secondo cui è molto più conveniente prevenire che eliminare le contaminazioni.

Lavare e disinfettare bene le mani, coprire i capelli con la retina, indossare la mascherina, i guanti e la tuta senza toccare il pavimento: prima di mettersi al lavoro, il personale addetto alle pulizie deve osservare tutta una serie di prescrizioni. Si tratta di misure volte a impedire la contaminazione degli ambienti asettici in seguito all’introduzione di impurità come germi e batteri.

Non tutte le camere bianche sono uguali

Le camere bianche sono necessarie negli ospedali, ma anche nell’industria. Ad esempio per la produzione di medicamenti, alimenti o prodotti high-tech come microchip e orologi, in determinate fasi di processo può essere indispensabile escludere qualsiasi contaminazione del prodotto. Però non tutte le camere bianche sono uguali: i valori limite e gli standard (ISO, GMP ecc.) da soddisfare variano sensibilmente a seconda del prodotto o del processo di produzione. Lo stesso vale per i materiali impiegati per la pulizia e per l’abbigliamento del personale che la esegue, nonché per sua la competenza professionale.

Nemici invisibili

Particelle microscopiche, germi e batteri sono invisibili all’occhio umano. Una superficie sfavillante che sprigiona un fresco profumo di limone non è necessariamente asettica. Lo standard ISO stabilisce che una camera bianca pulita di classe 5 non possa contenere più di 29 particelle maggiori di 5 μm/m3 (micrometri in un metro cubo d’aria). In proposito è bene sapere che l’occhio umano è in grado di riconoscere particelle a partire da una grandezza di circa 40 μm. Solamente il rispetto rigoroso dei processi e dei metodi di pulizia garantisce un risultato adeguato agli standard. Le persone di per sé rappresentano una potenziale sorgente di contaminazione e il loro comportamento può influenzare in maniera decisiva il risultato della pulizia.

Champions League della pulizia

È perciò necessario adottare un approccio e un management della pulizia a tutto tondo. Non a caso la pulizia delle camere bianche è per così dire la disciplina per eccellenza del settore delle pulizie. Le interfacce tra personale addetto alla produzione e personale addetto alle pulizie sono particolarmente delicate. È necessario escludere lacune e discontinuità. Tutte le persone coinvolte devono essere adeguatamente qualificate e istruite ed essere dotate di un forte senso di responsabilità. La prevenzione è senz’altro molto più conveniente dell’eliminazione di contaminazioni, connessa a costi e rischi elevati, nonché a perdite in termini di qualità.

Autore: Uwe Zink, Key Account Manager Cleanroom

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